domenica, maggio 25, 2008 | in : poesia di novalys




























Piccole Debolezze.







E non voler capire



che non inverte il tempo



eterno il suo corso



fiume consueto



E non voler capire,



non si ricrea



la luce



e dal fondo giace



inabissata fino al mattino,



nell'ombra.



E non voler capire insinuata



ad ogni battito



è la stasi dei nulla



sfumati nell'immobilità,



E non voler capire il solco in noi



detriti della terra soffiati



da debole vento,



e non voler capire



dell'attimo oltrepassiamo



durevoli  esistenze



chissà perché?






































novalys @ 15:49 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
mercoledì, aprile 02, 2008 | in :
Ansie del ritorno.























L'aguzzo richiamo



nel ceruleo tepore



del meriggio deserto,







quietava le ansie



del corpo smosso



e trasandato di passi







nell'inerte ritorno



svogliato alla meta







vuota come un rintocco.
novalys @ 23:25 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, febbraio 20, 2008 | in : poesia di novalys






















Ritorno.












Ritornò l'angelo



ad contare i pensieri



dell'uomo ripiegato



sul proprio segreto,



stupito,



sul proprio



sguardo rivolto



all'incerto cammino.







Ritornò l'angelo a forare



le sue mani lente,



affinchè l'atto



vi passasse attraverso.







Ritornò...







e ammutolì



il suo desiderio.







Un uomo adesso



è sospeso



sul suo pensiero



di non essere nulla,



neanche quello.


novalys @ 23:12 | commenti (popup) | commenti
lunedì, febbraio 11, 2008 | in : poesie lino di gianni
Alla civetta, tirar fuori la lingua ,
con le mani, ammesso che gli uccelli
abbiano un lingua.
Cavargli il canto, insegnarle il silenzio
indicarle l’albero come
profilo – virtuoso – da prendere
a modello.

E gli occhi, quegli occhi morbidi e rotondi
che annegano il verme nel velluto
e tagliano le ali alle api
in volo
con indolenza, con sonnolenza,
gli occhi glieli riempiremo di
sabbia,
che non veda cosa stiamo facendo
tra pietra, lucertola e cielo.

Metteremo zingari a
sorvegliarla,
che la rapiscano al primo
scintillìo di denti d’oro
al primo muoversi dei piedi
la gonna larga a ventaglio
il pantalone scucito, l’occhio a taglio.

E insegneremo ai bambini
a tenere segreta la vita dello spaventapasseri.
linodigianni @ 10:39 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
martedì, dicembre 18, 2007 | in : bambini, adozioni
Porta un amico :)

Rinnovo adozioni a distanza
Bambini Nel Tempo
2007/2008
(per il 5° anno consecutivo!)

 Anche quest'anno 10 euro per ogni quota.
  Anche quest'anno con il
gruppo Insieme.

Si raccolgono le prenotazioni di sottoscrizione, qui.

Grazie a tutti!

linodigianni @ 10:48 | commenti (popup) | commenti
sabato, dicembre 15, 2007 | in : poesie, poesia, poesie alp, poesie lainus, poesie lino di gianni

Per la ragazza con la testa rotonda,
che aveva un lato del corpo , offeso,
un braccio e una gamba che avanzavano a stento
che parlava dei suoi due gemelli
nello stesso modo che
il sole sta in cielo
e pure le nuvole.

Per il vecchio molto malato, che parlava arrabbiato
di tutti gli esami e si confondeva le tasche, le vene
e faceva paura col suo attaccamento
a medicine, grani del consueto rosario

Per la signora, anziana, con problemi per
il suo nascente morbo di Parkinson
e che pure aggiustava, sollecita, il colletto al marito
e chetava la figlia down, oramai adulta, spaventata.


Per queste, e per altre persone
che fanno del lavoro, del dolore, dei faticamenti
la loro colonna sonora,

scrivono i poeti ingenui,
a tentare la possibilità,
dell’essere interi.

lainus @ 16:12 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, dicembre 12, 2007 | in : poesie, poesie alp, poesie lainus, poesie lino di gianni

In morte dolente .


Mai avrei pensato di finire
fritto come un pesce
che la schiuma non ci fosse
che l’acqua non bagnasse
chi poteva urlare se non i draghi
più forti dei cannoni Krupp
( chi erano i Thyssen nella Germania nazista? )
più morti della grande guerra
più grande del cartello con su scritto

” Per guadagnare il proprio pane cuotidiano;
si muore anche così, di morte
assurdo
perché ?...”
Ora sono un foglio  nelle mani di mio padre,
un urlo nella sua bocca con pochi denti
bastardi, senza cuore, portafoglio pieno

E senza cuore.

 

linodigianni @ 06:24 | commenti (popup) | commenti
lunedì, dicembre 10, 2007 | in :

Lento il respiro

amoroso al mio fianco.

Iridi gialle.


                al mio gatto Nio

                          
Maria Cecilia Camozzi


Nio nel lavandino #2
camozzi @ 00:30 | commenti (popup) | commenti
martedì, dicembre 04, 2007 | in : poesie, poesia, scrittura, poesie alp, poesie lainus, poesie lino di gianni
Madre

Come una galleria veloce (con la zampata del freddo)
un treno mi entra in bocca (finestrini tra luce e scuro)

Se ti guardo che non vedi, sei una vecchia
se sorrido con discrezione, farfalla garrula
t’improvvisi.

Quanto zibibbo scorre sottotraccia
nelle mani abituate a cucire sulla pelle del tuo corpo.
( nei punti cardinali ripeti la croce )

Apri la bocca, se d’acqua scorre improvvida
taci e trattieni il pianto per dopo
se a cavità senti necessario afferrarsi.

Per te, taccio
per qualche gesto sapiente, da indovinare
e verso sale dietro alle spalle,
da antico Benandante
verso la mia Compostela.
linodigianni @ 11:15 | commenti (popup) | commenti
martedì, dicembre 04, 2007 | in : poesie, poesia, poesie alp, poesie lainus, poesie lino di gianni

Di tutta questa città, non vedo che
la cassa di un supermercato, il banco della farmacia
e la sala del dottore.

Se mentre prendo il tè  ( al limone con miele )
guardo un po’ di televisione
è solo per sorvegliare le pecore del mio gregge,
perché le conosco, e so le scuse che tirano fuori.

Ogni tanto incontro dei signori che mi chiedono
se sono io, quello della fotografia.
Rispondo di si, un po’ di tempo fa.

Mi capita di incrociare occhi  malati
che mi guardano infastiditi, come avessi capito
il loro segreto nascosto.
Provano un po’ a fare un numero da circo;
poi si stancano, per assenza di strepiti,
inseguimenti, pettegolezzi.

Ma i peggiori sono i narciso/carità
che non capiscono perché tutto il mondo
non esalti la loro bontà
d’animo.

E insomma, cari fratelli della Costa D’avorio
mi piacerebbe dirvi: tornate sui vostri passi
forse lì, qualcosa di vero , c’era.
Ma poi mi hai detto,  Marc, con voce fonda,
da Pentecostale, sono alto un cm più
di mio fratello.

Ecco, fare poesia come una gallina che fa le uova

ma non so se qualcuno le beve ,
se piacciono o fanno bene.
So che per loro, cadermi fuori
dal culo,
è un destino.
Per me, una necessità,
o un vizio assurdo.
Forse anch’io mi porto addosso i vestiti dei trent’anni,
e dell’effetto grottesco,
( su di me) non me ne accorgo.

linodigianni @ 07:43 | commenti (popup) | commenti
sabato, dicembre 01, 2007 | in : poesia di novalys

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

#Haiku 

 

 

Il fiume rossiccio 

col suo tepore 

tenta la foglia.

 

 Grappoli fitti

di pesci argentei

intrecciano figure.

 

Il muschio ricopre

i sassi sul fondo

di smeraldo cupo.

 

 

 

 

 

 

 

 

novalys @ 23:38 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
domenica, novembre 25, 2007 | in : poesia di novalys

L'Angelo Impotente.

 

 

Il guardiano del cielo,

nello schioccare fradicio di foglie,

ha tempo da perdere.

 

Il suo cuore orfano

è lieve d'occhi sospesi,

ricco di suoni universi.

 

 

 

Parte al mattino,

proteso lo sguardo.

La sera dona un tempo di attese 

a capo chino, in ascolto.

 

Un Angelo accigliato

osserva impotente.

 

 

 

 

 

 

novalys @ 14:52 | commenti (popup) | commenti
sabato, novembre 24, 2007 | in : prove di voce
Raggomitolata.
Ho messo lì, la parola,
sul cuscino del cuore,
e attende
il bacio di una rima,
il verso di un soffio
che apre che distende e placa e guarisce
che fa, che si fa
filastrocca d’incanto
fiaba di buona notte.
Ho messo lì, la parola,
sul cuscino del cuore
che attende.
OraSesta @ 12:35 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
venerdì, novembre 23, 2007 | in : poesia di novalys
Il guardiano del cielo.
 
Nell'ovattato scintillío della fonte
sommersa, giacciono suoni.
 
La Luna tace col suo muso bianco
e l’ílare Tempo ora giace,
disteso sul fianco della Notte,
che prima rincorse.
 
Giochi sulle acque del mondo,
e un Io sconosciuto sta a guardare.
 
novalys @ 21:02 | commenti (popup) | commenti
giovedì, novembre 22, 2007 | in : poesie, poesia, poesie alp, poesie lino di gianni


Capita che gli uccelli che mi vengono a trovare

si confondano coi tempi.

E così, invece di quelli dell’alba, più tolleranti,

a volte è presenza di  voci notturne querule

come all' uscita da messa.

 

Mi lasciano in dono uno sguardo diseguale

quasi toccasse a me

l’eredità tra sogni e veglie.

 

Mi dicono di cammini che facciamo nelle nostre

ristrette case in cui resta,

mobile dimenticato, un nostro gesto.

( Guardo fuori mentre sparecchio.)

 

Ed ecco che nei giorni successivi , accade di ritrovare

 in trasparenza, queste intimità che si credevano perdute.

(Aumenta il volume del pane notturno nei forni).

 

Mi piace pensare a quegli uccelli come a un gruppo di donne, allegre, anziane , colorate perfino da trucchi imperfetti,

che accompagnano  l’amica di tutte a spedire una lettera.

 

Al becchettare al suolo

al distogliere dello sguardo,

gli uccelli si riprendono

il grido di aiuto della donna

nella notte , nuovo crocefisso di città

e i passi dell’uomo che s’incamminò per salvarsi

da Torino a Birkenau

interrotto al fondo delle scale, al ritorno.

 

Quel grido notturno ce lo ricorda.

Sola speranza, le nuove grammatiche, i voli, e gli uccelli .

Aspettarli.

 

linodigianni @ 22:12 | commenti (popup) | commenti
domenica, ottobre 28, 2007 | in : poesia, poesia di novalys

Amie.

 

 

 

Il tempo si rapprende

si indurisce,

piano si asciuga

dimenticato.

 

Poi si ritrova in risonanza,

nella distrazione,

nelle occupazioni successive,

come il rintocco... 

di un volto

come il tuo accanto al mio.

novalys @ 15:34 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
sabato, ottobre 27, 2007 | in : poesie, poesia, scrittura, poesie alp, poesie lainus, poesie lino di gianni

Tutta questa impudicizia

nel mostrare le proprie

mutande sporche

pensando che

qualcuno.

Qualcuno capirà.

 

Tutto questo sforzo

per portare la parola

ad articolazione intelligente

quando vorrei solo

un urlo quieto, senza attirare

sguardi di nessuno,

pantaloni smessi

sulla sedia.

 

Mi dicono,

scrivi per farti capire, no?

mancano i binari per seguirti.

 

Io apro la finestra

il vetro incontra un raggio

fastidio degli occhi.

Niente più che

il segnale d'una presenza

forse un'occasione di vento.

 

linodigianni @ 08:03 | commenti (popup) | commenti
giovedì, ottobre 25, 2007 | in :

Silvia

Si è donata nella parola,

nel suo gesto lento e sapiente. 

L'oggetto invisibile,

trasparente cristallo di leggerezza, 

ha dischiuso l'ammirazione silenziosa

di quest'unico raggio di luce

in un giorno opaco di pioggia.

 

                                                       Novalys 

 

 

 

 

 

 

novalys @ 20:15 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
sabato, ottobre 20, 2007 | in : poesie, poesia, scrittura, poesie alp, poesie lainus, poesie lino di gianni

Solo un balcone


Che non dicessero di comprare palazzi

Che sarebbe bastato solo un balcone
e due stanze per muoversi.

Che le ossa non avessero a stridere,
per questo serviva
calore continuo, a giorno.

Che tutto questo lo chiedessero da grandi,

quando già avevano figliato, scoperto la mano che
si abbatte sulla faccia;
la bocca che grida sotto gli occhi
iniettati , a sangue ( quello che chiamano
tuo marito).

Ma, di più, e ancora più colpevole
che non avessero potuto
scoprire
la Grazia,e la Gioia e la Bellezza
di una musica di Bach,
di una poesia di Zanzotto
di un quadro di Schiele
o del Don Chisciotte.

Per questo, e per quello
che togliete
ai nuovi bambini l'arte fuggiasca
della capriola, dello sberleffo gentile
degli occhi pieni di Maraviglia

Per me sarete, per sempre
Dalla Parte del Torto.


linodigianni @ 21:27 | commenti (popup) | commenti
martedì, ottobre 16, 2007 | in : poesie usermax

è facile in fondo
                                dirsi
lasciarsi raccontare
lasciare che a dire siano 
           le notti
                  analgesiche
o doloranti
i giorni farneticanti
                         e i nastri di parole
                                 srotolati 
                                            giù
                                               dal mento
parole che riaffiorano
da quel dolore acuto
   
                 o galleggianti

su una gioia piana
                        in superficie       smossa 
 da scorie di noia

è facile contare
giocare con gli accenti
dare pesi 
            e poi misure
                                     ingannare i fuoritempo
con battiti e contorni
                                   controllati

è facile poi sottrarsi
al ripensare
all'analisi dei vuoti

tra una cosa detta                         e l'altra
facile rivolgere lo sguardo
                         ad un altrove
                                senza
                      sentire dissonanze
e crederlo un valore

facile è anche rinunciare
                                             a domandarsi
a chiedersi
             a darsi

difficile è non credere che sia davvero tutto 
                                                                  qui

usermax @ 19:00 | commenti (popup) | commenti
giovedì, agosto 16, 2007 | in : poesie usermax

sottraimi alla vista
come una volta
come l'ultima
come quando mi nascondevi dietro la schiena
per non farmi riconoscere il mondo,
dal mondo, che scruta dentro
come fossi suo
sottraimi

voglio vedere senza essere visto
attraversare di sguardi persiane e reticoli
di strade di sole e di nebbia
sottraimi al destino
delle parole sfuggite

sottraimi e spiegami come
si tiene il fiato in silenzio
finché sarò pronto ad amare
la vita

usermax @ 03:29 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, agosto 06, 2007 | in : poesie alp, poesie lainus, poesie lino di gianni
trio di chitarre

Del perchè davanti ai resti di un muro,
un cancello di ferro, un platano e una panchina
tre corvi si mutassero in musica
e con le mani evocassero
il prato, la collina, gli spettatori
e infine se stessi in forma di Messico.

Nero il vestito d'obbligo
l'artista accorda la quinta
scrutando gli arrivi
si spostano i capelli
si scaldano le mani
( A Vallori, Picasso..)

Infila la corda tesa
in una conchiglia
e galleggia la musica alga
mentre l'altro genera
pesci melodia
e il terzo fissa l'aria con ossigeni
e induce i venti a riprendersi.
(Stanno come manici i vasi, nelle mani, a Vallori )

Si inchinano ad ogni conclusione
tre giovani messicani
con studi avanzati
nelle accademie di armonia.

Ci hanno presi che andavamo lì
per improvvisarci contadini.
Siamo andati via come Icari,
più vicini al Sole.

linodigianni @ 18:23 | commenti (popup) | commenti
domenica, luglio 01, 2007 | in :

HAIKU (3)

 

lungo il giorno

- solstizio d’estate –

ebbro di vita

 

la nebbia sfuma

il colle spigoloso

che sa di notte

 

nel fiume torbo

scivolano veloci

resti di bosco

padulericcardo @ 12:00 | commenti (popup) | commenti
giovedì, giugno 21, 2007 | in :

 

Con lo sguardo seguo i tuoi pensieri
La tua figura a volte
Si allontana
Circondato da un mare insidioso
Questa corrente ti trascina via.
Rincorro le tue inquietudini
Cerco di cancellare i dubbi
Tento di sbiadire le paure col sorriso.
Ma forse è giusto
Lasciarti andare
È dentro di te che troverai le risposte
Io allevierò solo le tue angosce
Ma la verità la troverai solo
Nel tuo cuore…

nunass @ 12:27 | commenti (popup) | commenti
giovedì, giugno 14, 2007 | in : poesia, poesie lino di gianni

Crai, post crai*

Noi,
che fummo uniti dal caso,
dalla voglia e dal concepimento:
presepio laico, orto coltivato.
Ridemmo insieme.

E questo , puo' bastare.

Noi,
che non ci fu amore, rispetto, tenerezza
anche se non picchiasti mai, i tuoi figli.
Fui io a fermarti le forbici
in gola alla tua sposa.

Pure,mi sciolgo a nutrimento.

Noi, che non ti vediamo
andare in giro, comprare,parlare
stai fermo appeso a una scritta
e ti accontenti di passaggi furtivi.

Creammo una casa, anche grazie a Te
come si piantano le patate, le cipolle
e si mangiano, poi, insieme.

Anche per questo, scorriamo
nello stesso senso dell'acqua.
Non nostalgia, non rimpianto.

Forse coltivare terra, per altri frutti.

* Domani, dopo domani

linodigianni @ 19:29 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, giugno 14, 2007 | in : poesie usermax

scende di sbieco una goccia
mentre veloce mi muovo
troppo veloce
accumulando calore di sfida
nelle vene e negli occhi diritti
fermami se puoi
o rinuncia
all'orgoglio del posto a sedere
aspetta il tuo turno, arrivo anche a te
una virgola sola mi basta
di tempo e di senso
per correre meno e guardarti negli occhi
scambiare al contatto calore
per echi di notti più fresche

scende una goccia più dritta
malgrado la corsa continui
per effetto non solo
di gravità

usermax @ 17:10 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, giugno 13, 2007 | in :

Haiku (2)

è la primavera -

filo da dipanare

nella passione

 

il campanone

si scioglie nel tumulto

del temporale

 

occhi opachi

sfidano il calore

della darsena

 

il sole - fuoco -

nel campo di granturco

fiacca il cane

padulericcardo @ 15:43 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
sabato, giugno 09, 2007 | in : poesia, poesie lino di gianni
Il Piccolo Carro quaggiù non si vede
anche gli uccelli preferiscono altrove.

Il braccio meccanico di Hans,
contro gli assalti dell'imbianchino folle
s'è smarrito nella Biblioteca di Luis
unico amico un cane

Primo continua ad affinare i baffi
alle mosche, e noi che giriamo sue pagine
lo teniamo in vita sui margini delle scale

L'Idiota non entra a salutare
nessuno con le sue verità di condanna
e l'attuale presidente cintura nera
annulla Anna che ha osato parlare

Mangio insalata e leggo libri a due alla volta,
e Romeo è di Santo Domingo
e Giulietta si nega: invano sei mesi dall'Iran
per imparare la parte.
Massì, chiudiamola la recita. Così è, se vi pare.
(Bitte Keine Reklam)

linodigianni @ 12:14 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, giugno 06, 2007 | in : poesie usermax

sussurri di notte tiepida
che aspetta lumi di pace
questo si sente alla fine
di un goffo origliare alla sera

si perde per strada in un'eco
una timida voglia di sole
accompagna le dita all'orecchio
per sciogliere un vecchio dolore

un sorso ancora e di nuovo
e la notte famelica smette
di tessere trame d'asfalto
coperte da morbida seta

le vite incrociate si disfano
le dita intrecciate si placano
qualcuno ritratta sentenze
e la notte riapre gli scuri

se ora avesse più testa
dovrebbe occultare le cose
le timide arie di senso
che tenta di rappresentare

ma l'anima sfugge da sola
da ogni spiraglio e riflesso
da ogni bicchiere di vita
che timido e tiepido beve

usermax @ 03:22 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, giugno 05, 2007 | in :

 

HAIKU

lunga attesa

oltre il primo sole -

speranza, vita

 

contavano

ali occhi esperti

nel riverbero

 

il pungitopo

occhieggia tra l'erba

morta: inverno

 

il quadrifoglio

cattura l'occhio

sul grande prato

 

la lucertola

pigra assaporava

il primo sole

 

piove sul mare

mosso dal vento caldo -

solitudini

 

un alito freddo

nella pioppeta nuova

sfiora amanti

padulericcardo @ 17:10 | commenti (popup) | commenti